domenica, 30 Marzo 2025
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Sacerdote condannato per molestie a studentesse e colleghe: due anni di reclusione

Un sacerdote e docente di religione condannato a due anni per molestie a studentesse e colleghe in un liceo di Lecce. Episodi avvenuti dal 2015 al 2019.

Un clima di disagio e paura ha caratterizzato per anni un liceo della provincia di Lecce, dove un sacerdote e docente di religione ha molestato ripetutamente studentesse e colleghe. Dopo un’indagine approfondita, il docente è stato condannato a due anni di reclusione per alcuni episodi accertati dalla magistratura. Il caso ha sollevato indignazione e riflessioni sulla tutela degli studenti nelle istituzioni scolastiche.

Le molestie e le accuse

Per quattro anni, dal 2015 al 2019, il sacerdote ha rivolto attenzioni inopportune e parole ambigue a diverse giovani allieve e colleghe. Frasi come “Quanto sei bella… assomigli a una brasiliana” o “Sei la luce dei miei occhi, sei la mia gioia quando ti vedo” venivano pronunciate nei corridoi della scuola o nel suo ufficio, creando un clima di disagio tra le vittime.

Secondo le indagini, il docente avrebbe avvicinato ripetutamente le ragazze, sfiorando loro il viso e accarezzandone le labbra, mentre alcune di loro riferivano di aver ricevuto baci non desiderati. Anche un’insegnante ha raccontato di aver subito attenzioni indesiderate a sfondo sessuale mentre era in classe.

Due episodi chiave e la condanna

Due episodi in particolare hanno portato alla condanna del sacerdote. Nel primo, avrebbe attirato una studentessa nel proprio ufficio e, dopo averle rivolto frasi sdolcinate, avrebbe cercato di avvicinare la sua fronte a quella della ragazza, mettendola in evidente imbarazzo. Nel secondo caso, avrebbe minacciato la madre di un’alunna affinché iscrivesse la figlia nella sua sezione, paventando un anno scolastico difficile in caso contrario.

Le pressioni nei confronti della studentessa sono proseguite anche dopo la presentazione di una certificazione per disturbi specifici dell’apprendimento. Il docente l’avrebbe insultata con epiteti come “capra” e “handicappata” e avrebbe persino influenzato il consiglio di classe affinché deliberasse per la sua bocciatura nel 2015-2016, ignorando il piano di recupero proposto dalla famiglia.

Nonostante le difficoltà, la ragazza è riuscita a diplomarsi e iscriversi all’università e riceverà una provvisionale di 10mila euro come risarcimento.

Un contesto di paura e minimizzazione

Le accuse iniziali contro il sacerdote erano ancora più gravi e includevano ipotesi di abusi sessuali, poi archiviate. Tuttavia, le testimonianze raccolte durante le indagini hanno evidenziato un comportamento reiterato e inappropriato nei confronti di diverse studentesse e colleghe.

Nel corso del processo, alcune ragazze hanno cercato di ridimensionare gli episodi, ma i racconti dettagliati forniti ai Carabinieri in fase di indagine hanno confermato la gravità delle molestie subite. Il sacerdote, nel frattempo trasferito in un altro istituto, è stato ritenuto colpevole di abuso di potere e condotta lesiva nei confronti delle vittime.

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