Le Nuove indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione, proposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per il 2025, hanno suscitato diverse perplessità all’interno della comunità educativa. Tra le voci critiche si distingue l’Associazione Italiana Dislessia (AID), che evidenzia alcune problematiche potenzialmente dannose per il diritto allo studio delle studentesse e degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Secondo l’AID, le nuove linee guida non valorizzano adeguatamente l’importanza della consapevolezza fonologica e della didattica metafonologica, mentre l’introduzione dell’obbligo del corsivo potrebbe rappresentare un ostacolo per molti alunni con difficoltà grafo-motorie.
Nuove Indicazioni Nazionali: l’importanza della consapevolezza fonologica e della metafonologia
Nel campo di esperienza “I discorsi e le parole” delle Nuove Indicazioni, tra le competenze attese si menziona la capacità di “giocare con la lingua attraverso rime, filastrocche, drammatizzazioni e invenzione di parole, riconoscendo analogie tra suoni e significati”. Inoltre, tra gli obiettivi specifici si legge: “Giocare con le parole e i loro componenti, anche inventando nuove sequenze verbali. Apprendere e praticare rime, filastrocche, drammatizzazioni”.
L’AID sottolinea la necessità di integrare tali affermazioni con riferimenti più espliciti alle attività di consapevolezza fonologica. Come indicato nelle Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento (MIUR, 2011), le operazioni metafonologiche sono fondamentali per l’acquisizione del linguaggio e dovrebbero essere incluse in modo più strutturato e sistematico nelle attività didattiche.
La necessità di una didattica metafonologica strutturata
L’AID evidenzia che, nonostante l’importanza riconosciuta della didattica metafonologica, questa sembra essere considerata utile solo per gli studenti con DSA. L’Associazione si chiede se i materiali didattici continueranno a essere incentrati prevalentemente sullo sviluppo di competenze grafo-motorie e visive, a discapito di attività legate alla consapevolezza metafonologica globale.
Le Linee guida del 2011 affermano chiaramente che “le esercitazioni su schede prestampate con lettere da ricalcare o da completare non giovano all’assunzione di tale compito“. Tuttavia, si teme che l’approccio tradizionale possa prevalere nelle nuove Indicazioni, senza un’adeguata attenzione alla dimensione fonologica dell’apprendimento.
L’apprendimento del corsivo e le sue implicazioni
Un’altra criticità sollevata dall’AID riguarda l’introduzione esplicita dell’apprendimento del corsivo nelle Nuove Indicazioni 2025. Nel paragrafo “Scrivere è… vivere. E si apprende a scuola“, si afferma che “nelle scuole del primo ciclo di istruzione la scrittura è fondamentale e va curata con particolare attenzione, a partire dall’apprendimento del corsivo e della calligrafia, perché agevola lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale, allontana i bambini dagli schermi e permette di tutelare gli spazi vitali dell’esperienza concreta”.
L’AID si chiede se questa enfasi sul corsivo porterà alla necessità di una certificazione diagnostica per gli studenti con difficoltà grafo-motorie o disgrafia, consentendo loro di non essere obbligati a scrivere in corsivo. L’Associazione teme che gli alunni possano essere costretti a esercitarsi nel corsivo sin dai primi giorni della scuola primaria, senza un’adeguata gradualità.
Le Linee guida del 2011 raccomandano un approccio progressivo alla scrittura, iniziando con lo stampato maiuscolo, considerato più semplice percettivamente, per poi passare gradualmente allo stampato minuscolo e al corsivo, che sono forme più complesse. L’Associazione invita a una riflessione critica per evitare un’imposizione eccessiva del corsivo a scapito delle esigenze individuali degli studenti.
Testo Indicazioni Nazionali scuola dell’infanzia e primo ciclo
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