Secondo la Gilda degli Insegnanti, il questionario ministeriale relativo alle nuove Indicazioni Nazionali per la scuola, da compilare entro il 10 aprile, si presenta come una forma di silenzio assenso. Il modulo, inviato dal Ministero dell’Istruzione, sembra infatti escludere ogni possibilità di manifestare un parere contrario. A differenza delle consuete pratiche, dove le opzioni comprendono anche il disaccordo o l’astensione, in questo caso le risposte appaiono orientate solo verso l’approvazione.
Indicazioni Nazionali Scuola: le critiche al metodo di consultazione adottato dal MiM
La struttura del questionario ha suscitato preoccupazioni tra i docenti e le rappresentanze sindacali. Secondo quanto denunciato dalla Gilda, l’impostazione delle domande appare orientata a evitare ogni forma di confronto reale. Questo approccio non solo limita la partecipazione democratica degli insegnanti, ma compromette anche la possibilità di raccogliere suggerimenti utili per migliorare le Indicazioni Nazionali. Un’occasione mancata, secondo molti, per aprire un vero dialogo tra istituzioni e scuola.
Il mondo della scuola chiede un confronto autentico
Il sindacato sottolinea che il dibattito educativo non può essere sostituito da una semplice raccolta di consensi preconfezionati. Le nuove Indicazioni Nazionali, prima ancora di essere ufficializzate, sono già state oggetto di critiche da parte di una larga parte della comunità scolastica. Secondo la Gilda, un coinvolgimento reale degli insegnanti, chiamati poi ad applicare quelle indicazioni nelle classi, sarebbe fondamentale per garantire un processo efficace e condiviso.
Gli insegnanti non possono essere esclusi dalle decisioni
Attraverso una nota ufficiale, il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana, ha espresso forte rammarico per il metodo adottato. “Dispiace constatare – ha dichiarato – che anche questa volta gli insegnanti vengano trattati come pedine, invece di essere considerati protagonisti attivi della formazione scolastica”. La speranza del sindacato è che si apra presto uno spazio di ascolto reale, affinché le future riforme possano nascere dal confronto e non dall’imposizione.
Il questionario del MiM
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