Nonostante le buone intenzioni del Ministero, il questionario ha già suscitato alcune polemiche. Diversi docenti infatti hanno lamentato la scarsa possibilità di esprimere opinioni critiche più radicali o di segnalare proposte alternative. Particolare dibattito ha suscitato la sezione dedicata alla storia, dove emerge l’idea che “solo l’Occidente conosce la storia” e che l’insegnamento vada trattato principalmente come un racconto, senza un approfondito uso delle fonti documentali. Le discussioni si sono rapidamente diffuse sui social network, dove molti insegnanti hanno espresso dubbi sulle modalità scelte dal Ministero per raccogliere i pareri delle scuole.
Il questionario ministeriale resterà aperto fino al 10 aprile, lasciando ai docenti il tempo necessario per partecipare e fornire il proprio contributo. L’iniziativa si inserisce nel percorso di aggiornamento delle Indicazioni Nazionali, con l’intento di migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento nelle scuole italiane.