Non solo: anche altre disposizioni normative, come l’articolo 2, comma 6, del Dlgs. 62/17 e l’articolo 4, comma 2, del DPR 122/09, ribadiscono l’importanza del ruolo degli insegnanti di sostegno. Secondo i docenti, il DM 32/2025 dovrebbe pertanto garantire la continuità didattica e il mantenimento dell’intero consiglio di classe, senza creare disparità tra i docenti.
Un altro aspetto rilevante sottolineato dai docenti TFA Sostegno riguarda il mancato rispetto della Legge 104/92. Il decreto, infatti, sarebbe in contrasto con quanto stabilito dall’art. 13, comma 5, che garantisce che le attività didattiche di sostegno siano affidate, in via prioritaria, a docenti specializzati.
“Il DM 32/2025 mette i docenti non specializzati davanti a quelli specializzati nell’assegnazione delle cattedre sul sostegno, creando un evidente contrasto con la normativa vigente“, denunciano i docenti. Secondo loro, questa scelta rischia di compromettere la qualità dell’insegnamento e l’efficacia del percorso educativo degli studenti con disabilità, andando contro il principio stesso dell’inclusione scolastica.
La battaglia del gruppo Docenti TFA Sostegno, dunque, prosegue con forza, nel tentativo di ottenere giustizia e il rispetto dei diritti di chi ha scelto di specializzarsi nel supporto agli studenti con bisogni educativi speciali