La proposta del governo riguardante la filiera 4+2 tecnico-professionale mira a ridurre un anno di studio per quegli studenti già indirizzati sulla “corsia veloce” verso il mondo del lavoro. Tuttavia, questo approccio rischia di penalizzare ancora di più coloro che provengono da situazioni economiche e sociali difficili, accentuando la divisione tra i giovani destinati alla manodopera a basso costo e quelli che intraprendono percorsi universitari.
Il modello della filiera 4+2: opportunità o trappola?
Il governo promuove la filiera 4+2 come un’opportunità di specializzazione per i giovani, con un percorso formativo che prevede un anno in meno di scuola rispetto al sistema tradizionale. Secondo i dati, tuttavia, l’efficacia di questo modello appare incerta. Nel 2024, solo il 2,8% degli studenti che si sono iscritti agli ITS Academy ha completato il percorso, mentre ogni anno circa 7.000 studenti dei professionali abbandonano gli studi. La realizzazione della “corsia veloce” sembra quindi più una corsia di abbandono, che non una reale opportunità di crescita professionale.
Il fallimento del sistema di orientamento della corsia veloce
Il sistema educativo italiano, in particolare per gli istituti professionali, si basa su un orientamento che spesso rispecchia le disuguaglianze socio-economiche. Gli studenti che provengono da famiglie con risorse limitate vengono orientati verso percorsi più brevi, con l’obiettivo di inserirsi rapidamente nel mondo del lavoro. In questo modo, il sistema educativo contribuisce a mantenere e amplificare le disuguaglianze invece di offrirvi opportunità per una crescita intellettuale e personale. Come scriveva Henry Giroux, le scuole incarnano tanto l’ideologia dominante quanto la possibilità di resistenza e di cambiamento. Eppure, oggi sembra prevalere la prima.
Il futuro della corsia veloce: incertezze e sfide
La filiera tecnologico-professionale 4+2 promette di preparare gli studenti con competenze tecnologiche richieste dal mercato del lavoro, ma la realtà è che molti di questi giovani si ritrovano a fronteggiare una bassa occupabilità, con stipendi contenuti e scarse opportunità di crescita. Il governo si concentra su una preparazione rapida, senza investire veramente in un sistema che possa colmare il divario tra i giovani e le opportunità. Il modello 4+2 rischia però di far diventare il sistema educativo italiano un acceleratore di disuguaglianze, invece che uno strumento per offrire a tutti gli studenti pari opportunità di realizzazione e successo.
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