lunedì, 31 Marzo 2025
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Continuità didattica e docenti di sostegno: Gilda degli insegnanti contro il nuovo decreto

Gilda si oppone al decreto sulla continuità del docente di sostegno e avvia una petizione. Critiche su burocrazia e rischi di clientelismo.

Il nuovo decreto e il dibattito sindacale. Il decreto ministeriale attuativo n. 32 del 26 febbraio 2025 consente alle famiglie di richiedere il mantenimento dello stesso docente di sostegno per l’anno scolastico successivo. Questa misura ha scatenato un acceso dibattito tra le organizzazioni sindacali, in particolare Gilda degli Insegnanti, che ha collegato il provvedimento alla chiamata diretta prevista dalla legge 107 del 2015, già oggetto di forte opposizione da parte del sindacato.

La petizione contro il decreto

In segno di protesta, la Gilda ha lanciato una petizione che ha raccolto oltre 5mila firme in pochi giorni. Secondo il sindacato, il provvedimento rischia di trasformare la scuola in un sistema in cui le famiglie possono scegliere ed eliminare i servizi a piacimento, un concetto che contrasta con l’idea di un’istruzione pubblica equa e regolamentata.

Il coordinatore nazionale della Gilda, Vito Carlo Castellana, ha espresso forti critiche, evidenziando come il decreto non risolva realmente il problema della continuità didattica. Al contrario, potrebbe aumentare la burocrazia, incentivare il clientelismo e generare numerosi contenziosi legali con possibili ripercussioni economiche.

Le richieste della Gilda per una soluzione strutturale

Secondo il sindacato, la vera causa della discontinuità nell’insegnamento di sostegno è l’elevato numero di cattedre in deroga, che non garantiscono stabilità agli insegnanti e agli studenti. La Gilda propone come soluzione la trasformazione di questi posti in organico di diritto, permettendo assunzioni a tempo indeterminato e garantendo una reale continuità didattica.

Per il sindacato, il miglioramento del sistema scolastico non passa attraverso scelte individuali da parte delle famiglie, ma attraverso una gestione strutturale che garantisca stabilità e professionalità ai docenti di sostegno, assicurando così un’istruzione di qualità per tutti gli studenti.

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