L’Università per Stranieri di Perugia è coinvolta in un’inchiesta su concorsi truccati tra il 2018 e il 2020. La Procura ha accusato di corruzione cinque persone, tra cui l’ex rettrice e alcune docenti. L’Università, con l’Avvocatura dello Stato, si è costituita parte civile chiedendo danni per le irregolarità che avrebbero falsato i concorsi. Nel corso dell’udienza preliminare di ieri, l‘Università ha chiesto risarcimenti per i danni derivanti da atti illeciti compiuti da membri della dirigenza e docenti. Al centro dell’inchiesta, i concorsi per selezionare ricercatori e professori.
Le accuse: scambi di favori tra docenti e vertici
Secondo le accuse, i concorsi sono stati manipolati tramite “scambi di utilità” tra i dirigenti e i docenti. La Procura ha ricostruito che l’ex rettrice e i professori coinvolti hanno gestito le procedure concorsuali favorendo determinati candidati, in cambio di vantaggi per sé stessi. In particolare, una professoressa, avrebbe ottenuto l’abilitazione a professore di prima fascia senza una valutazione meritocratica e avrebbe vinto un concorso per un posto di professore universitario. In un altro caso, un concorso per ricercatore sarebbe stato pilotato grazie all’intervento di Professore, che avrebbe concordato la composizione della commissione per favorire un candidato sponsorizzato.
Un altra docente coinvolta, avrebbe agito in modo simile, ottenendo un vantaggio per un candidato sostenuto da lei, in cambio dell’abilitazione di un collega anch’esso coinvolto. Inoltre, il direttore del Dipartimento di Scienze umane e sociali, dell’epoca è accusato di non aver convocato il Consiglio di Dipartimento nei tempi stabiliti, in modo da lasciare un posto libero destinato a un candidato interno che non aveva vinto il concorso.
Rito abbreviato e tempistiche del processo
Nel corso dell’udienza preliminare, una professoressa ha chiesto di essere giudicata con il rito abbreviato, subordinato all’ascolto di una professoressa che faceva parte di una delle commissioni accusate di irregolarità. Le difese hanno chiesto più tempo per esaminare le intercettazioni telefoniche e le chat che la Procura ha raccolto nel corso delle indagini, mentre l’udienza è stata aggiornata al prossimo 24 giugno.
L‘Università per Stranieri di Perugia ha dichiarato di voler far valere la propria posizione come parte civile nel processo, chiedendo risarcimenti per il danno subito. All’udienza erano presenti anche Cittadinanzattiva Regione Umbria Apse, una delle candidate danneggiate dai presunti concorsi truccati.
Le difese pronte a contestare le accuse dei concorsi pilotati
Gli avvocati di difesa, si preparano a contestare la ricostruzione della Procura, cercando di dimostrare la correttezza del comportamento dei loro assistiti. La complessità del caso si riflette anche nelle numerose intercettazioni telefoniche e messaggi, che saranno analizzati nei prossimi mesi per stabilire la veridicità delle accuse.
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