Giustificare l’assenza al lavoro è fondamentale, soprattutto con le nuove regole introdotte dal Collegato lavoro. Le assenze ingiustificate prolungate oltre i 15 giorni comportano la presunzione di dimissioni volontarie. Questo implica la cessazione del contratto e l’impossibilità di richiedere la Naspi, che non spetta ai dimissionari. Anche assenze ingiustificate inferiori a 15 giorni possono causare sanzioni disciplinari e la perdita della retribuzione.
Come giustificare l’assenza al lavoro
Per evitare problemi, è essenziale sapere come giustificare l’assenza e comunicare tempestivamente all’azienda l’impossibilità di recarsi al lavoro. Esistono strumenti specifici per assenze retribuite o non retribuite, a seconda delle motivazioni.
Strumenti per giustificare l’assenza retribuita
Ecco le principali soluzioni per assentarsi dal lavoro senza perdere lo stipendio:
- Malattia: Il dipendente ha diritto ad assentarsi per il tempo necessario alla guarigione. L’INPS eroga un’indennità sostitutiva, ma è obbligatorio rispettare gli orari delle visite fiscali e adottare comportamenti che favoriscano la guarigione.
- Congedo matrimoniale: Permette di assentarsi per 15 giorni successivi alle nozze.
- Congedo di maternità: Obbligatorio per cinque mesi.
- Congedo di paternità: Garantisce dieci giorni obbligatori.
- Congedo parentale: Può raggiungere 10 mesi complessivi (o 11 mesi se il padre usufruisce di almeno tre mesi).
- Permessi retribuiti: Rol e permessi per ex festività possono essere utilizzati per necessità impreviste.
- Congedo per lutto: Consente tre giorni lavorativi retribuiti all’anno.
- Permessi studio: Prevedono fino a 150 ore annue per percorsi formativi.
- Permessi legge 104/1992: Concedono tre giorni al mese per l’assistenza a familiari con disabilità.
- Congedo per assistenza a familiari disabili: Dura due anni, retribuito e frazionabile.
In alternativa, si possono utilizzare giorni di ferie maturati.
Assenze giustificate non retribuite
Alcune situazioni giustificano l’assenza senza diritto alla retribuzione. Tra queste:
- Malattia del figlio: Il lavoratore può assistere il figlio malato, ma non riceve indennità.
- Permessi non retribuiti: Previsti dai contratti nazionali, danno diritto all’assenza ma senza retribuzione o contributi.
- Congedo per gravi motivi familiari: Permette di assentarsi fino a due anni per situazioni che coinvolgono familiari o affini con gravi problemi.
Conseguenze dell’assenza ingiustificata
Un’assenza senza giustificazione comporta l’assenza di retribuzione e può portare a sanzioni disciplinari. Nei casi più gravi, si rischia il licenziamento per giusta causa. Con il Collegato lavoro, un’assenza ingiustificata superiore a 15 giorni equivale a dimissioni, precludendo l’accesso alla Naspi.
Obblighi del dipendente
Il lavoratore deve comunicare tempestivamente l’assenza al datore di lavoro, preferibilmente non appena si verifica l’evento. In caso di malattia, è necessario fornire il numero di protocollo del certificato medico telematico. Per altre situazioni, occorre presentare documenti giustificativi o dichiarazioni sostitutive.
Informare con preavviso, ove possibile, aiuta l’azienda a organizzarsi. La documentazione corretta evita fraintendimenti e garantisce la conformità alle norme vigenti.
Segui i canali social di Scuolalink.it
- News e aggiornamenti in tempo reale: Google News, WhatsApp, Telegram e Instagram
- Segui la Pagina Facebook di Scuolalink.it
- Iscriviti sul Gruppo Facebook Scuolalink.it PERSONALE ATA
- Iscriviti sul Gruppo Facebook NoiPA, news e info sui servizi del personale della Pubblica Amministrazione
© Copyright Scuolalink.it - Riproduzione Riservata